Non spegnere la luce cover art

Non spegnere la luce

Non spegnere la luce

By: Michele D'Innella e Giacomo Giaquinto
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Un viaggio verso le profondità più oscure della mente criminale, in compagnia delle voci di Michele D’Innella e di Giacomo Giaquinto, che ogni settimana proveranno a far luce sui misteri irrisolti della cronaca nera moderna. Iscriviti al canale Telegram per non perderti nessuno degli approfondimenti e delle novità in anteprima sulle prossime puntate: https://t.me/LucePodcastMichele D'Innella e Giacomo Giaquinto Social Sciences True Crime World
Episodes
  • Il caso Cappuzzo - Il medico che uccise sua moglie con delle iniezioni letali
    Jul 1 2026
    Padova, febbraio 2006 – Una donna di 31 anni di nome Elena Fioroni, con due figli piccoli e con una vita che dall'esterno appare serena, viene trovata morta nella vasca da bagno di casa sua. Tutto sembrerebbe indicare nella direzione di un suicidio, ma fin dalle prime ore qualcosa non convince gli investigatori. Alcuni dettagli della scena del crimine sembrano costruiti con troppa precisione, come se qualcuno avesse cercato di indirizzare le indagini verso una verità diversa da quella reale. Le indagini si concentrano allora sul marito, Gian Luca Cappuzzo, giovane medico specializzando. Dietro la facciata della famiglia perfetta emergono una separazione imminente, una gelosia sempre più ossessiva, minacce, manipolazioni e una lunga escalation di controllo. Le numerose perizie tossicologiche porteranno alla luce una ricostruzione inquietante: una donna sedata, una morte provocata attraverso sostanze difficili da individuare e un elaborato tentativo di simulare un gesto volontario. Ma cosa accadde davvero nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2006? E quanto era vicino Gian Luca Cappuzzo a realizzare quello che molti hanno definito un delitto quasi perfetto? Proviamo a scoprirlo insieme a Monica Mattiolo: giornalista ed autrice del podcast “Iniezioni Letali”.

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    1 hr and 10 mins
  • Il serial killer sovietico Andrej Chikatilo - Dentro la mente del mostro di Rostov
    Jun 24 2026
    Nato in Ucraina nel 1936, Andrej Chikatilo è considerato uno dei serial killer più feroci e inquietanti del Novecento. Cresciuto tra fame, guerra e repressione nell’Unione Sovietica staliniana, sviluppò fin da giovane profonde ossessioni sessuali e una personalità segnata da frustrazione, isolamento e violenza repressa. Dietro l’apparenza innocua da insegnante, marito e padre, si nascondeva però un assassino destinato a terrorizzare l’URSS per oltre dieci anni. Tra gli anni Settanta e Ottanta, Chikatilo uccise decine di donne e bambini, attirando le sue vittime nelle stazioni ferroviarie e nelle campagne isolate per poi massacrarle con una brutalità che sconvolse persino gli investigatori sovietici. Solo nel 1990, dopo una gigantesca caccia all’uomo e grazie a nuove tecniche investigative, Chikatilo venne finalmente arrestato. Il suo processo, trasmesso e discusso in tutta l’Unione Sovietica, mostrò al mondo il volto disturbante di un uomo che sembrava incarnare le paure più profonde di un intero sistema. Ma chi era davvero Andrej Chikatilo? E quanto il fallimento delle istituzioni sovietiche contribuì a trasformarlo nel “Mostro di Rostov”?Proviamo a scoprirlo insieme a Jim Bevilacqua: esperto di cronaca nera ed autore del podcast “La Fiamma Oscura”.

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    1 hr and 34 mins
  • Il caso Aldo Bianzino - Morto in carcere dopo sole 48 ore dal suo arresto
    Jun 17 2026
    Perugia, ottobre 2007 – Aldo Bianzino, falegname e padre di famiglia, viene arrestato per la coltivazione di alcune piante di cannabis e trasferito nel carcere di Capanne. È un uomo senza precedenti violenti, che entra in cella in buone condizioni. Dopo appena 48 ore di detenzione, tuttavia, viene trovato morto. La versione ufficiale parla inizialmente di cause naturali, ma l’autopsia e le perizie successive fanno emergere elementi difficili da ignorare: lesioni interne, anomalie, incongruenze che spingono la famiglia a chiedere verità. Da quel momento si apre un lungo percorso fatto di indagini, processi e ipotesi che si scontrano, senza mai arrivare a una risposta definitiva. A distanza di anni, il caso Bianzino rimane sospeso tra versioni contrastanti e zone d’ombra, diventando simbolo di un interrogativo più ampio sul sistema carcerario e sulla tutela dei detenuti. Cosa è successo davvero in quelle 48 ore? E perché, ancora oggi, la morte di Aldo Bianzino non ha trovato una verità condivisa? Ne parliamo insieme ad Elle Biscarini e Sara Calini, giornaliste per la testata Umbria24, nonché autrici del podcast “48 ore”.

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    Per aiutare Rudra ed il resto della famiglia Bianzino a sostenere le spese legali per tenere aperto il caso, clicca qui: https://buonacausa.org/cause/giustizia-per-aldo-bianzino
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    1 hr and 30 mins
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