• Cosa non abbiamo capito dell'AI su lavoro ed economia | Il Nobel Aghion
    May 12 2026

    Ci siamo concentrati sull’automazione che porta l'AI e non sul potere della ricombinazione delle idee esistenti, da cui derivano la maggior parte delle innovazioni. Lo dice Philippe Aghion, Nobel per l'Economia 2025 che spiega cosa l’Europa non ha ancora compreso bene sull’AI.

    L'AI aggiunge almeno 1% di PIL all'anno per un decennio grazie all’automazione, più lo 0,5% per sempre con la creazione più veloce di nuove innovazioni. L'AI non distrugge solo lavori (questo lo fa) ma ne moltiplica altri. Perché accelera l'innovazione, abbassa il costo di trovare idee nuove, ricombina conoscenza esistente a velocità che nessun ricercatore umano potrebbe raggiungere. A chi guarda solo ai posti persi sfugge la metà del ragionamento. In questo episodio di DigitMondo cerchiamo di spiegare perché l'Europa produce ricerca scientifica di livello mondiale che poi genera innovazione che diventa prodotto all’estero. Affrontiamo la distruzione creativa che è alla base della crescita della nostra economia e il paradosso della regolazione normativa Europea che protegge i monopoli e gli oligopoli che vorrebbe arginare. L’Europa ha tutto quello che serve per sedere da protagonista al tavolo dell’AI, e anzi ha una cosa che sembra scarseggiare altrove: la democrazia, e su questo può costruire una nuova geopolitica dei valore per tornare al centro dello scacchiere dell’innovazione.

    Con la voce originale di Philippe Aghion dal Brussels Economic Forum 2026.


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    13 mins
  • La superiorità robotica Cinese, in diretta TV
    May 8 2026

    Robot umanoidi cinesi hanno ballato, combattuto e fatto capriole sul palco televisivo più visto del pianeta. Il Gala del Capodanno lunare 2026, oltre 500 milioni di spettatori, decine di robot prodotti da quattro startup cinesi venduti in diretta su JD.com a 80.000 euro l’uno.

    Lo slogan della loro performance: We Are Made in China.

    Dodici mesi fa gli stessi robot agitavano pompon come mascotte. Quest’anno recitano in sketch con attori in carne e ossa, corrono a quattro metri al secondo, saltano fino a tre metri. Il salto tecnologico è impressionante, e il messaggio politico ancora di più.

    In questo episodio di DigitMondo: la robotica cinese che mette pressione su Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, la corsa AI che si sposta dai data center alle fabbriche, e cosa significa quando l’intelligenza artificiale esce dagli schermi e diventa presenza fisica nell’economia reale.

    Una poesia della dinastia Tang dice: se vuoi vedere più lontano, sali ancora di un piano. Vale anche per noi.

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  • Rachel: l’AI che ha chiamato 3.000 pub per il prezzo della Guinness
    May 1 2026

    Un agente AI vocale ha chiamato 3.000 pub in tutta l’Irlanda nel weekend di San Patrizio. Costo dell’operazione: 200 euro. Risultato: il database di prezzi della Guinness più completo che il Paese abbia avuto in quattordici anni, da quando il governo irlandese ha smesso di tracciarli.

    Matt Cortland, ingegnere AI a Londra, ha costruito Rachel con voce nordirlandese e l’ha mandata a fare il lavoro che nessun ufficio statistico voleva più fare. Un barista le ha offerto da bere.

    Ma la storia non parla di birra. Parla di automazione, di agenti AI nel mondo reale, di chi rischia davvero il posto di lavoro. I baristi sono nel 30% delle professioni con zero esposizione all’AI. I programmatori sono al 74,5%.

    In questo episodio di DigitMondo: come funziona un agente vocale AI, cosa significa quando l’automazione esce dai laboratori, e perché chi versa una pinta è più al sicuro di chi scrive codice.

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    13 mins
  • Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Ora cosa succede?
    Apr 24 2026

    Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Dal primo settembre 2026 al suo posto arriva John Ternus, oggi responsabile dell'hardware Apple, ingegnere meccanico, cinquant'anni di cui la metà passati a Cupertino. Cook resta come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione : un ruolo diplomatico e politico.

    Ma la notizia vera è un'altra: per la prima volta in quindici anni, il nuovo amministratore delegato di Apple non arriva con l'investitura diretta del fondatore. Steve Jobs aveva scelto personalmente Tim Cook, quarantatré giorni prima di morire aveva scritto una lettera pubblica in cui chiedeva esplicitamente di nominarlo. Quella di John Ternus è una storia diversa. È la prima vera Apple post-Jobs, senza la benedizione dinastica che per un quindicennio ha accompagnato ogni decisione di Cupertino.

    In questo episodio di DigitMondo analizziamo il passaggio di consegne più importante nella storia recente di Apple, ricostruiamo la linea dogmatica che da Steve Jobs ha portato a Tim Cook e che ora si spezza con John Ternus, rileggiamo le lettere di Cook ai dipendenti negli anniversari della morte di Jobs, confrontiamo le letture di Wall Street Journal, Financial Times, New York Times e Bloomberg, cercando di delineare le tre traiettorie possibili per Apple dei prossimi anni; l'hardware-centrismo sull'intelligenza artificiale, l'apertura strategica ai modelli esterni come Google Gemini, la scommessa su una nuova categoria di prodotto dopo Vision Pro.

    Si parla di Apple Intelligence e del ritardo su Siri, della capitalizzazione che è passata da 350 miliardi a 4.000 miliardi di dollari sotto la guida di Cook, della visita di Cook in Bocconi del 2015, di Jonathan Ive, e della vera domanda aperta: un ingegnere hardware può guidare Apple nell'era in cui l'intelligenza artificiale sta mangiando il software?

    Un episodio per chi vuole capire cosa succederà davvero a Cupertino nei prossimi mesi, oltre la cronaca e oltre i titoli.

    DigitMondo è il podcast di Digitalic condotto da Francesco Marino, dedicato alle storie e ai protagonisti che stanno cambiando il mondo della tecnologia.

    Parole chiave: Tim Cook dimissioni, Apple nuovo CEO, John Ternus Apple, Steve Jobs successore, Apple 2026, Apple Intelligence, Siri AI, Tim Cook Steve Jobs, chi è John Ternus, Apple Cupertino, capitalizzazione Apple 4000 miliardi, Vision Pro, MacBook Neo.

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    16 mins
  • La molotov contro Sam Altman: perché l’AI fa paura davvero
    Apr 17 2026

    Nella notte del 10 aprile, qualcuno ha percorso tremila chilometri dal Texas a San Francisco per lanciare una molotov contro la casa di Sam Altman, fondatore di OpenAI. Due giorni dopo, un'auto si è fermata davanti allo stesso cancello e ha sparato. Poche ore dopo il primo attacco, l'uomo che ha costruito ChatGPT ha aperto il suo blog, ha pubblicato una foto di famiglia come scudo e ha tirato fuori una metafora che nessuno si aspettava: l'Anello del Potere di Tolkien. Perché secondo Altman, chiunque si avvicini all'AGI (l’intelligenza artificiale generale) vede qualcosa che non riesce più a togliersi dalla mente.

    In questo episodio di DigitMondo scopriamo chi era il ragazzo con il kerosene nello zaino e la lista che che aveva in tasca, altri nomi di Ceo del mondo AI (con gli indirizzi di casa), cerchiamo di capire cosa ha scritto Altman quella notte: ha detto che la paura dell’AI è giustificata e che l’unica risposta possibile è condividere l’enorme responsabilità che deriva dall’intelligenza artificiale, creare una sorta di "Compagnia dell'Anello" capace di sostenerne il peso e distribuirne la responsabilità dell'AI.

    Ma c'è anche un'altra storia, quella che la memoria collettiva ha sepolto sotto un insulto: i luddisti. Non erano ignoranti spaventati dal progresso: erano artigiani qualificati che usavano le macchine, ma facevano una domanda precisa: chi beneficia di questo cambiamento e chi ne paga il prezzo? Una domanda che ha duecento anni, ma rimane attuale.

    Parole chiave: Sam Altman, OpenAI, intelligenza artificiale, AGI, ChatGPT, attacco molotov San Francisco, AI Act, luddismo, Signore degli Anelli, Tolkien, paura dell'AI, futuro del lavoro, tecnologia e società, DigitMondo, podcast italiano tecnologia, Francesco Marino, Digitalic.

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    15 mins
  • Xiao Gao: la vedova del Cyberspazio
    Apr 10 2026

    Ci si può innamorare di un’intelligenza artificiale? Pare proprio di sì e accade sempre più spesso…

    Xiao Gao, una ragazza cinese di 28 anni ha pianto per 16 minuti in un video su Internet per un fidanzato che era sparito, si chiamava Chen ed era un'AI.

    Durante le vacanze del Capodanno lunare, un periodo in cui la Cina si ferma e le famiglie si riuniscono, apre una chat su DeepSeek. Non ha un obiettivo preciso. Forse curiosità, forse noia, forse quel tipo di solitudine sottile che arriva proprio quando sei circondato da persone.

    Scrive un messaggio. Il primo, quello da cui parte tutto.

    “Ciao. Vuoi essere mio marito?”

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  • La ragazza che ha messo in ginocchio Meta e Youtube
    Apr 3 2026

    Ci sono volute sei settimane di udienza e quaranta ore di testimonianze perché una giuria di Los Angeles arrivasse al verdetto. Il 25 marzo 2026, la Corte Superiore della California ha dichiarato Meta e YouTube responsabili di aver progettato piattaforme che creano dipendenza nei giovani utenti, causando danni psicologici documentati. La giuria ha riconosciuto 3 milioni di dollari di danni compensativi e altri 3 milioni di danni punitivi, stabilendo che le aziende hanno agito con malizia, oppressione o frode nel danneggiare i minori attraverso le loro piattaforme.

    La querelante si chiama Kaley G.M., ha vent’anni. Ha testimoniato di aver iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a nove, trascorrendo fino a sedici ore al giorno sulle piattaforme fin dall’infanzia. Il risultato: depressione, ansia, pensieri suicidi.

    Al centro del processo non sono finiti i contenuti postati dagli utenti, protetti negli Stati Uniti dalla Sezione 230 del Communications Decency Act. Sotto accusa sono finite le caratteristiche strutturali delle applicazioni. Lo scroll infinito, l’autoplay dei video, le notifiche push progettate per non lasciare pause. Funzionalità paragonate dai legali dell’accusa ai meccanismi delle slot machine, costruiti per sfruttare le vulnerabilità neurologiche dei minori e massimizzare il tempo di permanenza sullo schermo.

    Lo scrolling infinito, in particolare, è una spirale di scorrimento continuo di contenuti brevi che gratificano il cervello con micro-scariche di dopamina, a cui il cervello adolescente è particolarmente sensibile. L’obiettivo dichiarato dagli avvocati dell’accusa era fidelizzare i giovani utenti per tenerli sui social il più possibile.

    In aula ha testimoniato Mark Zuckerberg in persona.

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  • "Il mondo è in pericolo"
    Mar 27 2026

    Mrinank Sharma, responsabile della sicurezza AI di Anthropic (quella che produce Claude), si è dimesso dall’azienda, lasciando l’industria tech con più domande che risposte. La sua lettera di dimissioni, pubblicata su X e vista oltre un milione di volte, pone quesiti inquietanti, come quelli di chi ha visto qualcosa di terribile arrivare, ma non può dirlo pienamente. La lettera è anche un manifesto filosofico che mescola riflessioni tecniche con citazioni poetiche di Rainer Maria Rilke e William Stafford. Sembra la trama di quei film catastrofisti, come Deep Impact, in cui qualcuno nelle stanze del potere viene a conoscenza di un pericolo devastante e imminente e decide di scappare, ma prima lancia un messaggio criptico a tutto il mondo. Anche se sa che salvarsi sarà impossibile nel film c’è qualcuno che scappa in barca a. vela, Mrinank Sharma scappa nel Regno Unito e nella poesia.

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    7 mins